"Sospesi tra Terra e Cielo"
Roma 2013
ADELE PARRILLO , vive a Roma. Ha lavorato per molti anni come filmaker e nel 2006 Mondadori ha pubblicato il suo libro "Nemmeno il dolore. Storia di un amore ucciso a Nassirya e negato in Italia". Da allora scrive come free-lance per alcuni quotidiani. È un'attivista dei diritti civili.
Qualche giorno fa in un teatro di Roma ho visto, messo in scena,
la storia di due vite - un uomo e una donna – rimasti per anni sospesi tra terra e il cielo,
come recita il titolo.Devo ammetterlo: sono stata colta da stupore per come un
tema come quello del testamento biologico è stato restituito agli spettatori dall’autrice,
la stessa interprete Stefania Mulè.
Pur avendo tratto gran parte del suo spettacolo da due testi,
Ocean Terminal di Piergiorgio Welby e La vita senza limiti di Beppino Englaro, la Mulè
riesce comunque a farne un corpo a sé stante, stupefacente e unico.
Stupefacente perché una materia insidiosa per essere spettacolarizzata viene resa in modo sbalorditivo.
In un viaggio psichedelico in cui il chimico-stregone Stefania Mulè-Hoffman
non si limita a stimolare la circolazione sanguigna dello spettatore sul tema della cosiddetta “dolce morte”
Unico, perché mai ho visto trattare la morte con sì tanta dolcezza del ricordo.
Sospesi tra Terra e Cielo fa parte dei progetti a tematica civile
realizzati dall’Associazione Culturale immaginARTE fondata da Stefania Mulè.
di Adele Parrillo
10/06/2013 ![]()
Un grido di speranza che sprona le coscienze e lotta contro ogni forma di abulia
Spesso ci lasciamo travolgere e direi quasi sopprimere interiormente da elementi futili, da fattori esterni vani e limitati, e non ci impegniamo a porre lo sguardo "oltre",
a maturare quell'interesse che pone l'individuo come elemento catalizzatore del sapere.
A volte sorprende con quanta naturalezza l'individuo stesso riesce ad immergersi in tutto ciò che risulta effimero, ridestando quella sorta di inerzia emozionale.
Ma succede anche di poter ammirare un dipinto o una scultura di un grande artista e allora tutto prende forma; può succedere che l'ammirazione di fronte
a tale opera è così elevata da far nascere un vortice intriso di emozioni e turbamento, un impatto visivo che scuote tutto il corpo e appaga i nostri sensi.
Questo è successo durante lo spettacolo "Sospesi tra terra ecielo", andato in scena al teatro Antigone di Roma dal 7 al 9 Giugno.
Il racconto di Stefania Mulè, interprete e regista dello spettacolo, è tratto da due testi: “La vita senza limiti" di Beppino Englaro e "Ocean Terminal" di Piergiorgio Welby,
e racchiude la storia di vita di Eluana e Piergiorgo, due vicende cliniche distinte
che hanno in comune la lotta per affermare i propri diritti e la propria identità di pensiero,
nonchè la speranza di far nascere nell'opinione pubblica un concetto nuovo sul tema del testamento biologico.
Un tema sicuramente difficile da affrontare ma che Stefania ha saputo esporre in maniera esemplare, attraverso anche videoimmagini, scelte dall’artista,
per avvicinare ancor di più lo spettatore nello spazio luminoso di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby.
Ma lo spettacolo è anche l’espressione di un’arte nella sua totale perfezione grazie alla versalità di Stefania,
che riesce a incantare anche con le sue canzoni e i suoi strumenti,
ed è chiaramente una vera perla l’assolo di armonica che resta impresso come uno scatto di Cartier-Bresson.
Non una semplice rappresentazione dei fatti, quindi, ma una fulgida espressione gestuale, linguistica, vocale e strumentale,
che ha saputo far vibrare le corde del cuore.
Le sue parole, grondanti di significato, come un fiume in piena , hanno travolto di emozioni il pubblico.
Meteore di poesia sono esplose durante lo spettacolo, e giustamente un lunghissimo applauso finale per Stefania Mulè e per i suoi musicisti.
Lo spettacolo è riuscito a sviluppare anche un momento di confronto culminato con la presenza di Beppino Englaro e Mina Welby
che hanno esposto le proprie esperienze e risposto alle domande del pubblico.
Peccato solamente per l'angusto palcoscenico del teatro, francamente lo spettacolo ha bisogno di ben più spazio e una maggiore visibilità.
Va ricordato che "Sospesi tra terra e cielo" fa parte dei progetti civili realizzati dall'Associazione immaginARTE fondata da Stefania Mulè.
Teatro Antigone, Roma, 9 Giugno 2013
http://www.teatroespettacolo.org/un-grido-di-speranza-che-sprona-le-coscienze-e-lotta-contro-ogni-forma-di-abulia.htm
16 / 06 / 2013
RECENSIONE DEL DOTT. MARIO RICCIO MEDICO ANESTESISTA DI PIERO WELBY
E COMPONENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA CONSULTA DI BIOETICA DI MILANO
![]()
Non è stato facile per me assistere allo spettacolo di Stefania Mulè ispirato alle vicende Welby ed Englaro.
Ho rivissuto con emozione i giorni che mi videro vicino a Piergiorgio.
Ma non credo sia facile per nessuno assistere alla rappresentazione di Stefania.In verità non è possibile semplicemente assistervi perché il coinvolgimento che prova il pubblico è tale da sentirsi trascinati sul palco a rivivere quello che è stato un pezzo della storia civile del nostro paese. Anche grazie alla regia ed alla coreografia semplice,minimale ma che centra l’obiettivo.
Stefania Mulè non fa sconti a nessuno,ci ripropone – pur attraverso una raffinata recitazione accompagnata da una forte fisicità – le vicende con la sua onestà narrativa- già apprezzata in altre occasioni di impegno civile- che difficilmente abbiamo trovato altrove. Non ci propone tesi precostituite,ma ci offre l’occasione di una necessaria introspezione,confrontandoci con i due momenti – la vita e la morte- che sono le sole vere,certe ed inevitabili esperienze della nostra esistenza.
Tutti dovrebbero vedere lo spettacolo di Stefania Mulè, a patto che abbiano il coraggio di scoprire ed accettare quanto di Piergiorgio ed Eluana è rimasto in ognuno di noi, che non è poco.
Mario Riccio Roma 2013 Teatro Antigone
|
RECENSIONI SPETTACOLO " SOSPESI TRA TERRA E CIELO"
Iscriviti a:
Post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento